La biografia

Carmelo Fertitta, nasce nel 1911 a Gioiosa Marea, nel messinese. Qualche mese dopo la sua nascita, il padre, originario delle Madonie, che curava la costruzione di ferrovie, porterà con sé la famiglia in suolo libico, da dove rientrerà nel 1922. Carmelo Fertitta trascorre quindi l’infanzia a Tripoli, dove frequentava la scuola italiana. I colori della terra e del deserto, indelebili nella memoria, influenzeranno la sua originale tavolozza pittorica. 
Al ritorno dalla Libia, assistendo ai lavori alla Stazione di Taormina-Giardini, curati dal padre, rimane affascinato dagli affreschi e dagli arazzi di Salvatore Gregorietti, ispirati a motivi dell’art nouveau fusi con gli stilemi di antiche geometrie arabe. Da quell’incontro si sviluppa in lui la passione per la pittura che coltiverà per tutta la vita.
Laureatosi all’Università di Napoli e conseguita l’abilitazione all’insegnamento di disegno e materie scientifiche, vincitore di un concorso alla Pubblica Istruzione, diviene preside in una scuola di Merano. Ma la chiamata alle armi, allo scoppio della guerra, chiude la breve carriera scolastica. Ufficiale in Sardegna, vi incontra Maria Zeli Corona che diverrà sua sposa e madre delle due figlie Isabella e Paola.
Al termine del conflitto inizia la carriera di dirigente nell’Amministrazione delle Poste che lo vedrà Direttore Provinciale a Macerata, ad Ancona e infine, dal 1962, a Palermo.
Dopo più di venti anni il ritorno in Sicilia e ai colori della memoria darà un rinnovato input alla sua produzione artistica.
La prima mostra personale è a Cagliari alla Galleria “Golfo degli Angeli”, nell’estate del 1960. Da quel momento le mostre si susseguiranno numerose, personali e collettive d’importanza nazionale. Nel ’63 è alla Galleria Marguttiana a Roma, nel ’64 a Milano, nel ’66 nuovamente a Roma nella Galleria del Palazzo delle Esposizioni.
A Palermo amava esporre nella galleria del Circolo della Stampa all’interno del Teatro Massimo, raffinato luogo d’incontro di quegli anni, e più tardi presso la galleria del Banco di Sicilia. Dipingeva la notte, perché il giorno era dedicato agli impegni della professione di dirigente dello Stato.
Numerosi e prestigiosi i premi vinti, come nel 1972 il primo premio per le Arti Figurative alla III Rassegna Nazionale d’Arte Contemporanea a Roma. Nel ’74 ancora un primo premio alla V Rassegna Nazionale d’Arte Contemporanea a Roma. Gli anni Settanta saranno anche anni di forte sperimentazione pittorica.
Nel ’75 la morte improvvisa e prematura della moglie Maria lo segna profondamente, ma l’amore per la vita lo porterà al secondo matrimonio con Giusy Messina. Apre uno studio d’arte, dove amici e intenditori s’incontrano per ammirare i suoi dipinti in mostre personali che terrà annualmente sino al 1994.
Continua a conseguire premi prestigiosi, tra cui il premio Oscar Accademia Italia nel 1985 e nel 1991 il 1° premio “Artisti per la pace” alla Biennale d’arte della Spezia. La morte, sopraggiunta il 16 maggio 1995, spezza un’attività artistica intensa e creativa. La produzione degli ultimi anni era stata particolarmente ricca e matura.
Sue opere si trovano presso l’Istituto per la diffusione delle Arti Figurative di Milano, al Centro di Cultura della Saint John’s University di New York, nella collezione per le firme celebri del Muretto di Alassio, presso Enti pubblici, Pinacoteche, Consolati, Gallerie d’Arte, ed in prestigiose collezioni private e pubbliche in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti d’America. Le opere grafiche si trovano presso la Galleria d’Arte Max Bollag Modern di Zurigo, la Biblioteca Nazionale di Parigi, la Fondazione Europa di Milano e l’Accademia di Torino.